Olistica

Olistica

Qualsiasi felicità vi sia nel mondo deriva dal desiderio che gli altri siano felici. Qualsiasi sofferenza vi sia nel mondo deriva dal desiderio d’essere felici noi soltanto… Shantideva, Bodhicharyavatara

Sono due le cose più importanti nella vita: salute e serenità. La salute è il benessere del Corpo, la serenità è il benessere dell’Anima.

“Il tempo speso per se stessi non e’ mai perduto. E’ la risorsa più preziosa che abbiamo per stimolare in noi una costante rigenerazione personale”

Proviamo a racchiudere questo strumento chiamato “BENESSERE” in alcuni passaggi o step fondamentali della vita di una persona, qui nel suo percorso terreste,imparare a sentire il “vuoto”che appartiene alla natura umana. Spaziando dalla Biologia, fenomelogia, psicologia umanistica e transpersonale, tutte convergenti verso il conoscimento di corpo-mente-spirito come unità scindibile.

Il Sogno

Hai mai pensato che il tuo corpo si comporta come quello di una medusa?.. Alterna in modo ritmico momenti d’espansione a contrazione…poi.. ti sei mai domandato se quando vivi grandi emozioni le vibrazioni vivono il tuo corpo oppure rimangono dentro di te.. questi sono alcuni degli interrogativi che Theodor Reik si fece tantissimo tempo fa, quando la psicoterapia cambiava ed arrivava all’approccio corporeo, come molti altri del resto. Questi interrogativi accompagnano la vita intera di una persona, poiché siamo malgrado noi in una sorta di trasformazione continua..la terra stessa è viva ed in movimento costante..la quale ci insegna che nei movimenti più lenti ci sono le meraviglie più grandi. Ogni persona ha dentro di se un universo intero siamo fatti di corpo, anima e mente o psiche..i quali insieme costituiscono un individuo a se inglobato nel tutto. Trovo che nel tutto che ci circonda da sempre ciclicamente nel nostro tornare ogni volta a svolgere dei lavori importanti per la nostra anima. Nella ricerca si è sviluppato un clima di grande apertura creando la forma interdisciplinare tra i diversi generi tra cui la psicologia,l’antroposofia, la fisica, la filosofia e le neuroscienze. Ecco che si inizia a sentire parlare del termine Olistico (intero) oggi è divenuto uno dei principi epistemiologici della scienza moderna: “Vero è l’intero” (G.W.F. Hegel). Attraverso questo mezzo che chiamiamo “corpo” riusciamo a provare ogni giorno emozioni sempre diverse tra loro quelle di base sono:.. gioia, tristezza, disgusto, rabbia e paura. Lui è il nostro compagno più vicino, ci permette attraverso la pelle l’organo più grande che abbiamo di sentire ed ascoltare il nostro contatto- emotivo- sensoriale. Negli anni si sono sviluppate tantissime teorie sia orientali che occidentali che lavorano attraverso il corpo, ho spesso sentito parlare delle emozioni che urlano a gran voce quando non le ascoltiamo e si trasformano in dolore e sofferenza fisica. Che messaggio vuole trasmetterci in nostro corpo? Alcuni sintomi come mal di testa, difficoltà di respirazione, sensazione di stanchezza, nodo allo stomaco vi sono familiari?

Quindi possiamo dire con certezza che il corpo ha un suo linguaggio e comunica con noi costantemente, riportato nel linguaggio del benessere nello specifico lo possiamo chiamare “ il linguaggio del corpo” nel quale vi è racchiuso il “contatto”.

Contatto significa rapporto con ciò che è esterno a noi, con la terra sotto i nostri piedi. Per gli uomini, come per gli animali, toccarsi è d’importanza vitale: il contatto fisico dà sicurezza, calore, piacere, conforto e rinnovata vitalità, ci dice che non siamo soli, ne abbiamo bisogno come l’ossigeno che respiriamo costantemente. Di tutti i sensi, il tatto è il primo svilupparsi. Da piccoli, è soprattutto attraverso l’esperienza tattile che esploriamo e comprendiamo il mondo; le amorevoli carezze dei genitori sono fondamentali per la nostra crescita. Se il bisogno di toccare e di essere toccati è soddisfatto, cresciamo in modo sano, mentre se è inibito, lo sviluppo può essere compromesso. Gli abbracci e le carezze che riceviamo durante l’infanzia ci aiutano a costruirci una sana immagine di noi stessi, confermando che siamo amati e accettati. Per questo motivo negli anni tutti i vari studi svolti dagli addetti del settore, per prima la psicologia, hanno dimostrato l’esistenza di un rapporto direttamente proprorzionale tra la stima che un indiividuo ha di Sè. Il nostro senso della realtà è basato sul tatto. Nella nostra società, essere privati del contatto con gli altri uomini è una forma di punizione: la peggiore di tutte è l’isolamento. Quando non possiamo toccare ed essere toccati ci sentiamo dolorosamente soli e ansiosi. Il contatto fisico è un linguaggio che usiamo istintivamente per mostrare i nostri sentimenti, per far sentire agli altri che li amiamo, li desideriamo o li apprezziamo. Da bambino cosa ci dicono: “ora lo massaggiamo” è la risposta spontanea alle ammaccature o alle ferite dei bambini; le mani si muovono rapidamente, per fermarsi sulle fronti febbricitanti o per calmare il dolore da lividi o del mal di testa. Anche il dolore emotivo evoca una risposta immediata. Stringendo, confortando, accarezzando, comunichiamo simpatia, comprensione, sicurezza. Soli, nel dolore, ci abbracciamo e ci culliamo, posiamo il capo stanco sulle braccia, massaggiamo inconsciamente le membra doloranti. Ma, a parte l’abbracciarsi l’un l’altro puramente per amicizia, per comunicare gioia e felicità, non ci siamo forse allontanati dai nostri istinti, limitando il linguaggio del tatto solo a certi contesti, nel dolore o durante il sesso, avendo paura di toccarci semplicemente per esprimere affetto, per rilassare o per curare?

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